Il Paese e dintorni

Sardara è uno splendido borgo storico del Medio Campidano, adagiato ai piedi della collina di Su Pibizziri. Il centro urbano si distingue per le suggestive strade acciottolate e le tipiche case campidanesi in pietra e terra cruda. Custodisce un patrimonio culturale unico, dominato nel cuore del paese dall’area archeologica di Sant’Anastasia, dove spicca un antichissimo pozzo sacro nuragico. Poco distante, il Civico Museo Archeologico “Villa Abbas” ne espone i preziosi reperti.

Il territorio comunale si estende nella fertile pianura circostante e custodisce rinomate eccellenze paesaggistiche e storiche. A circa due chilometri dall’abitato, in località Santa Maria Acquas, sgorgano preziose sorgenti ipertermali. Qui si trovano le famose Antiche Terme di Sardara e i resti delle Aquae Neapolitanae romane, mete storiche del benessere isolano. A breve distanza sorge l’omonimo santuario di Santa Maria Acquas, fulcro della devozione locale.

Nelle immediate vicinanze, sui rilievi collinari che delimitano i confini comunali, si staglia il profilo del colle di Monreale. Questo colle ospita le rovine del celebre Castello di Monreale, storica fortezza giudicale che domina la piana e completa il panorama di un territorio straordinariamente ricco di fascino

Agricoltura e allevamento di Sardara

Sardara sorge nella fertile pianura del Medio Campidano, una terra storicamente legata alle attività agro-pastorali. Il settore primario rappresenta ancora oggi un pilastro economico fondamentale per il comune, grazie a una felice combinazione tra pianure coltivabili e dolci colline adatte al pascolo.

L’agricoltura locale è dominata dalle coltivazioni cerealicole, con il grano duro in prima fila, alternato alla produzione di foraggio per il bestiame. Negli ultimi anni hanno trovato ampio spazio le colture orticole di pregio: spiccano le produzioni di pomodori e i rinomati carciofi. Non mancano oliveti e vigneti che alimentano una produzione di olio extravergine e vino di alta qualità.

L’allevamento vanta una radicata tradizione, incentrata principalmente sulla zootecnia ovi-caprina. Grandi greggi di pecore di razza sarda pascolano allo stato semibrado, garantendo una massiccia produzione di latte. Questo alimento viene lavorato localmente, come dimostra l’eccellenza del Caseificio Deidda di Sardara, specializzato in formaggi artigianali. Il comparto bovino, storicamente orientato alla carne, ha visto di recente importanti investimenti legati alla filiera del latte, consolidando la vocazione zootecnica di un territorio capace di coniugare antiche tradizioni e moderne tecniche produttive.

Storia e Archeologia

Sardara custodisce un patrimonio archeologico straordinario, che testimonia la frequentazione ininterrotta del suo territorio dall’età prenuragica fino all’epoca romana e bizantina. Il fulcro di questa ricchezza si trova nel centro abitato, dove sorge l’area archeologica di Sant’Anastasia. Questo santuario nuragico è celebre per il suo pozzo sacro, un capolavoro di architettura idrica del bronzo finale, alimentato da una sorgente sotterranea ancora attiva. Intorno al pozzo si sviluppa un vasto villaggio con capanne e un secondo pozzo, che hanno restituito preziosi manufatti e bronzetti.

Il territorio comunale è costellato da numerosi nuraghi, tra cui spiccano il Nuraghe Axuridu e il Nuraghe Arasubiles, che vigilavano sulle antiche vie di comunicazione della pianura del Campidano.

Con l’arrivo dei Romani, la presenza di sorgenti termali calde portò alla nascita dell’insediamento delle Aquae Neapolitanae, nell’odierna località di Santa Maria Acquas, dove i resti delle antiche terme testimoniano l’importanza terapeutica del sito. Per scoprire questa immensa eredità, il punto di riferimento è il Civico Museo Archeologico “Villa Abbas”, che custodisce i reperti degli scavi e offre una panoramica scientifica e immersiva sulla storia del territorio.